venerdì 8 giugno 2018

Liberamente offrendosi


Essì, è tempo di rimettersi qui dinanzi, è tempo di  s c r i v e r e.
C'è un tempo per ogni cosa, dice Qohèlet.
Proprio il tempo, la cosa che mai l'uomo dominerà, proprietà dell'Onnipotente.

Oggi, in un  mercatino, ho trovato un DVD che pareva interessante, per i miei nipotini: Jesus, venduto con Famiglia Cristiana una decina di anni fa, edizioni San Paolo. Quindi una garanzia, no?
Meno male che lo sto vedendo, prima di farne dono.
Molto tempo dedicato agli anni precedenti la vita pubblica, quindi gli sceneggiatori avevano carta bianca. Beh, manco tanto. Avevano da sognare i trenta anni di Gesù in famiglia, avevano da immaginare e scrivere del Figlio di Dio. Bellissimo, entusiasmante... ma pare abbiano miseramente fallito. Qualche buona cosa ci sta, ma siamo troppo lontani da quanto un cristiano sa e può immaginare del suo Dio. Nel complesso, un'altra storia.

In questo scorcio di esistenza, centomila cose si accavallano, il tempo manca, non ho parole più, vorrei tacere davvero, ma non posso.
Tornando qui dopo un bel po' di tempo in cui son stato in altre faccende affaccendato, trovo una marea di visite del blog. La cosa ha dell'incredibile. Macedonia, Giappone, Ucraina, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, tantissima Russia, e Italia naturalmente. Non scrivo, non sono più linkato, e vengo cercato via Google, per lo più. Di recente ho saputo di persone che mi leggono da anni e mi hanno ringraziato per quanto questo mio condividere ha influito nelle loro esistenze. Boh!? mi verrebbe da dire... e io che c'entro? servo inutile e inadeguato mi sento, sempre più.

Sto vivendo in una sorta di vortice, il tempo fugge via, a ogni notte che giunge... quella prima pare appena vissuta. E la notte per un separato che vive nel suo matrimonio è sempre un momento importante.
Avanti ancora e sempre, on the road, nel santo viaggio, nella commedia divina.

Mi verrebbe da dire che basta ad ogni giorno il suo affanno, ma pure che si sta come d'autunno sugli alberi le foglie, che la morte si sconta vivendo...
Chiara Lubich diceva che se uno sapesse cosa gli tocca di dolore, nella vita, morirebbe sul colpo; se pure sapesse cosa lo aspetta di gioie, morirebbe sul colpo. Dio sa e dosa: è Amore

Sarà che il tempo oramai manco tento più di misurarlo e di misurarmici.  
Sarà che equilibri nuovi e inediti implodono.
Sarà che oramai sono a tutto pronto (o quasi).
Sarà che la vita con me é stata ed é imprevedibile (sempre più!).
Sarà che i piani di Dio alfine in qualche modo si fanno intuire, e possono lasciare tramortiti.
Sarà che questo nostro Dio non si lascia vincere in generosità.
Sarà che la saggezza, almeno quella, dovuta all'età, pare avanzare.

Sarà pure che tanto ho vissuto, nel bene e nel male, e tutto riconduce all'Uno, tutto diviene in Dio calandosi nel presente nel suo disegno.
Sarà che a voler essere cristiani ci sta solo una via da seguire, un solo modello da imitare.
Sarà che alfine una sola cosa resta da fare: ripetere la libera offerta, divenendo pane per i propri cari e per il mondo, divenendo sangue offerto nella solitudine e nel silenzio.

L'amore più non è quella tempesta
che nel notturno abbaglio ancora mi avvinceva, poco fa
tra l'insonnia e le smanie
balugina da un faro
verso cui va tranquillo
il vecchio capitano

Col cuore in cielo
Col cielo nel cuore

Nessun commento:

Posta un commento