domenica 17 settembre 2017

E quindi, l'amore?

Nel corso degli anni, crescendo (invecchiando!) man mano che mi si aprivano orizzonti impensabili, ho cominciato a capire di dover mettere discussione una cosa fondamentale: cosa è l'amore, cosa significa: amare.
Perché mica tutti abbiamo la stessa percezione, la vediamo allo stesso modo. E poi nella vita si cresce (non sempre).
Credo di essere passato attraverso tutti gli stadi – o quasi, nel bene e nel male. Poi, a un certo punto, qualcuno mi disse che ero arrivato all'amore oblativo. Cooosa? andando a cercare... sì, aveva ragione!
Ma ci son giunto con gli anni, col sangue... e con un grazie, ancora, a chi in qualche modo mi ci ha costretto: la mia sposa.
Di recente, qualcuno diceva pure dell'essere amabili: se l'amare non ti rende amabile, che amore è? ci sta da farsi qualche domanda, no?

Ieri sera ho visto un film di qualche anno fa, molto ben fatto, in cui una coppia che si vuole bene, amalgamata, ben rodata, entra in crisi per via del "sentire" altri, del sentimento, dell'innamoramento. E via, ciascuno per la sua strada. Triste, perché pure il regista (che certo non vedeva altri epiloghi possibili) non dipingeva due persone felici, poi. 

Di recente ho avuto un momento di forte tensione emotiva, incontrando, casualmente, una signora con cui immediato c'è stato una sorta di ciak.
Certo, tutto può accadere, ogni giorno può accadere. Come insegna la cultura odierna, ad esempio andando dietro ai ferormoni, le sostanze chimiche che pare contribuiscano all'innamoramento, si può passare di storia in storia, per tutta l'esistenza.
Sì, ma poi? Chi te la risolve la solitudine, dentro? Come ti "centri"?

Canta Battiato: “Cerco un centro di gravità permanente”... essì, è questo il quesito: trovare equilibrio in sé, un centro di gravità “per la mente” e che sia permanente, pure.

Ci vuole amore, amore vero. Per Dio e per il coniuge, ad affrontare questa solitudine, a starci dentro, attimo dopo attimo, notte dopo notte. Quando sai, e senti, che il tuo corpo invecchia, che si avvicina il gran momento, il mondo fuori predica, promette e fa ben altro, e tu stai a vivere la volontà del tuo coniuge... una volontà che non era nei patti... ma nella promessa sì: nel bene e nel male, nel dolore e nella malattia. Quindi ci siamo in pieno. Ché il tuo impegno è prima con Dio, è per Lui e in Lui che così vivi, invecchi, muori.

Anni fa una anziana moribonda signora confidò al marito, finalmente: "Come te, nessuno mi ha mai amata..." Lui ne fu certo felice, ma dico io: e non poteva dirglielo un po’ prima???

Paolo di Tarso raccomanda: "I mariti poi amino le mogli come Cristo ha amato la Chiesa". Ovvero: il Golgota, e la Resurrezione che ne consegue.
Mi sa che ci siamo in pieno, checché altrove se ne dica…

(Foto mia, luglio 2017, Venezia dopo un bel temporale estivo)

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