giovedì 20 novembre 2014

Ad Anna...

Mi scrive Anna, qui sul blog:
Ciao Paolo è passato un mese dal tuo ultimo scritto che mi sono riletta ora. 
"cosa c’entro io che mi sarei contentato di una modesta esistenza?" scrivi ad un certo punto e io penso a me che invece ho una buona esistenza ma inseguo da sempre sogni di alta gloria. 
Che dirti? Sei un dono per me in ciò che scrivi, che percepisco vero, vissuto e reale. 
Ma sono convinta: un dono anche per tanti altri. 
Scrivi ancora, ti prego, donaci la tua vita vera. 
Per andare avanti insieme e non farci travolgere............ 
Ti abbraccio! Anna 

Hai ragione, mia cara Anna. Mi hai commosso, e certo è tempo di riconcentrarsi qui e scrivere, ne ho tanto: giunto al termine, forse, di un periodo intensissimo in cui su altro ho dovuto concentrami. E lo scrivere del blog indietro è rimasto.

Di recente ho partecipato alla commemorazione, nel giorno della sua nascita, di una giovane deceduta un ventennio fa. Una giovane da poco proclamata beata dalla Chiesa Cattolica. Chiara Luce Badano, che a 18 anni e in breve tempo, con un tumore osseo, ha terminato la sua breve e intensissima vita con Dio nel cuore.
Conosco tante persone che ai loro 18 anni, molto probabilmente, in situazione analoga, avrebbero vissuto uguale. Persone che invece oggi paiono altrove… ma credo davvero che ognuno di noi abbia la sua storia, il suo progetto da realizzare. Nessuno può sapere quello che Dio prevede, o comunque permette, di grande e di amore in ogni essere in terra. Anche, e specie, quando tutto appare perduto e impossibile oramai. Direi quasi, ancora, del Figliol Prodigo: perché io pure questo mi sento, e sono. 

Un’amica separata da tanti anni proprio oggi mi ha chiesto con molto affetto perché sono così matto, perché sono fedele a mia moglie, ancora. Se sono tuttora innamorato… ma come spiegare la dinamica: dall’innamoramento nasce l’amore, e dall’amore nasce l’innamoramento? Un circolo virtuoso, finalmente! Credo sia il circolo di Dio, che sta innamorato dell’uomo perché lo ama, non perché l’uomo sia oggettivamente amabile, anzi… lo diviene, amabile, ma è il suo cuore che lo genera!

Negli scorsi giorni ho casualmente incontrato una cara amica al supermercato. Mi parla della sua vita, in cui mi ritrovo appieno, narrandomi come vive il dolore di questa parte di esistenza. Questo dolore che ti costringe a crescere. Sì, i conti tornano, lo sapevo da tempo.
Ci sono giorni in cui il cuore è implosivo, la solitudine e il nulla pressano e avanzano e si arriva all’esatta percezione che tutto è l’esatto contrario di quanto appare, che qui anche è la presenza di Dio: in questa purificazione in cui vivi, in un equilibrio sempre nuovo, impensabile incredibile indicibile. Perché la verità è che il saper stare solo alla fine mi è solo Dio. Perché veramente Lui solo c’è e tutto il resto non conta, e tutto il resto passa e tutto il resto è già passato.
Per cui è solo esperienza di Dio che cresce, seppur nel dolore del corpo mutilato. Mi risuona dentro: “Vegliate e pregate, che lo spirito è pronto ma la carne debole”: ecco, la mia carne debole e maciullata, in cui vivo e debbo vivere.

Ma dall’altra parte ci sta la serenità e pure la felicità di fare le cose giuste - seppur troppo spesso sbagliandole -, anche se tanti paiono discuterne e non capire. Ma poco conta se sai che ciò è proprio quanto Dio vuole, o comunque permette: la tua vita su questa terra, oggi, in cui mai e poi mai avresti immaginato tali abissi e altitudini, deserti e solitudini e che soprattutto ci saresti stato dentro, sino in fondo.

Ecco, Anna cara, eccola la mia vita vera di questo periodo: aspra, forse meno semplice del solito. Perché sempre più la sensazione delle mie incapacità si trasforma in certezza. E nonostante lo sappia bene e da tempo, ogni volta devo rifare i conti col mio ego – ne è rimasto poco, ma attivissimo.
La vita vera è questa qui, stasera, sapendo di essere inadeguato, forse non capito, patetico persino per qualcuno. Stasera: riuscire a scrivere, finalmente, a te e per te, che magari è cosa buona…

(foto mia, Umbria, 2009)

3 commenti:

  1. Carissimo Paolo,
    saremmo stolti se pensassimo che tu sia un eroe, ma saremmo altrettanto stolti se non lo pensassimo: esiste un eroismo umano dell'amore, seppure dentro limiti e fragilità, diciamo un eroismo autenticamente intenzionale, che diventa martire per testimoniare l'amore; un eroismo d'amore che imita Maria, la Madre dell'Amore.
    Tu avresti avuto e avresti ancora mille ragioni per ricominciare a vivere l'amore in una reciprocità, ma hai scelto il deserto per narrare ai fratelli che l'Amore esiste e per dimostrare ciò ti sei fatto l'Amore (o meglio; hai chiesto e ottenuto di "postulare" con la tua scelta l'Amore. Ti scrivo tutto questo dalla lontananza del £figliol prodigo", e pure da questa distanza forse meglio si comprende il perimetro della casa paterna. Perciò lasciami dire che ti vedo, in un modo fortunatamente minore, come uno dei sette trappisti di Algeri, il loro superiore che si rivolse al proprio carnefice come ad un fratello ed entrambi alla pari mendicanti del Paradiso (ora non ricordo precisamente quello che scrisse, però più o meno il senso era quello); così ti vedo con la scelta di rimanere fedele alla tua vocazione di sposo: martire per amore e con l'amore portare in Paradiso anche chi ti ha "ferito" magari per debolezza, per intima fragilità o per qualsivoglia ragione; e testimoniare a noi che cos'è l'amore.


    Grazie, "piccola madre Teresa" dell'amore

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  2. Grazie Paolo, grazie quando dici "..Credo sia il circolo di Dio, che sta innamorato dell’uomo perché lo ama, non perché l’uomo sia oggettivamente amabile, anzi… lo diviene, amabile, ma è il suo cuore che lo genera!" perchè noi "diveniamo" perchè Dio ci guarda e "diveniamo" perchè ci ama e ci guarda anche attraverso i fratelli...anche quelli inconsapevoli di essere nell'Amore.
    la tua solitudine si unisce alla mia, a quella dei disperati che non sanno e che vorrebbero sapere, a quella dell'umanità che bestemmia e si arrovella per cercare la verità e questa tua "offerta" è sangue che circola e che sana le ferite . Grazie!
    con tutto il cuore
    Maria

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  3. Ciao Paolo! Ti aspettavo, aspettavo queste tue righe.......grazie dal profondo del cuore. Anch'io mi sono commossa leggendoti! C'è da meditare su ogni tua frase perchè narra il senso della vita. E ho sorriso quando hai scritto del tuo ego: "ne è rimasto poco ma attivissimo".
    Proprio stamattina venendo al lavoro mi interrogavo su tutto questo correre, affannarsi.....solo Dio basta.
    Ti ho conosciuto attraverso questo blog e posso scriverlo? "Ti voglio bene!!!"
    Alla prossima!
    Anna

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